Le Origini e la Carriera Militare
Raimondo Bucher nacque il 15 marzo 1912 nell’allora Impero Austro-Ungarico da padre italiano e madre austriaca. Fin da giovane, si distinse per il suo spirito avventuroso e le sue straordinarie doti atletiche. Era appassionato di sport estremi, eccellendo nel nuoto, nello sci e nell’alpinismo. La sua predisposizione naturale per il controllo del corpo e della respirazione sarebbe stata determinante nelle sue future imprese subacquee.
Nel 1932, a vent’anni, si trasferì in Italia e si arruolò nella Regia Aeronautica. Qui si impose rapidamente come uno dei piloti più talentuosi della sua generazione. Nel 1937 divenne istruttore di volo e acrobazie aeree, specializzandosi nelle manovre più estreme. Durante la Seconda Guerra Mondiale, svolse missioni operative e addestrative, acquisendo un controllo eccezionale della respirazione e della concentrazione, abilita che avrebbe poi applicato nelle immersioni in apnea.
L’Inizio della Passione per il Mare
Nel 1937, un gruppo di allievi piloti gli regalò una maschera subacquea e un rudimentale fucile da pesca a molla. Questo evento segnò l’inizio della sua lunga e profonda relazione con il mondo sommerso. Iniziò a immergersi regolarmente nelle acque del Mediterraneo, studiando i fondali e cercando di migliorare l’attrezzatura allora disponibile. Dopo la fine della guerra, decise di dedicarsi completamente all’attività subacquea, affascinato dalle sfide offerte dalle profondità marine.
Nel 1945, Bucher fu tra i primi a sperimentare innovazioni tecniche nella subacquea. Introdusse l’uso delle guarnizioni O-ring per le custodie subacquee, migliorando la sicurezza e l’affidabilità delle apparecchiature da immersione. Iniziò a collaborare con ingegneri e progettisti per sviluppare attrezzature più avanzate e resistenti.
I Record in Apnea
Uno degli eventi più iconici della sua carriera avvenne il 5 novembre 1950, quando accettò una sfida lanciata dal Circolo Subacquei Napoletani. Bucher si immerse nelle acque di Capri e stabilì il primo record mondiale ufficiale d’immersione in apnea, raggiungendo la profondità di -30 metri. Questa impresa fu documentata con riprese cinematografiche, diventando un momento storico nella subacquea mondiale.
Due anni dopo, nel 1952, Bucher si spinse ancora oltre, stabilendo un nuovo record di profondità in apnea: -39 metri. Il suo successo consolidò la sua reputazione come uno dei più grandi pionieri dell’apnea. Il suo approccio scientifico alla disciplina e la sua capacità di esplorare i limiti della fisiologia umana ispirarono intere generazioni di apneisti.
La Pesca Subacquea e le Spedizioni
Oltre ai record di apnea, Raimondo Bucher era un eccezionale pescatore subacqueo. Nel 1951 e nel 1952 vinse il titolo di campione italiano di pesca subacquea, dimostrando una straordinaria abilità nella caccia sottomarina. La sua capacità di restare immerso a lungo e di muoversi silenziosamente lo resero un cacciatore formidabile.
Nel 1952-1953, prese parte alla Spedizione Subacquea Nazionale nel Mar Rosso, un’avventura scientifica e documentaristica che segnò una svolta nello studio degli ecosistemi marini. Durante questa missione, Bucher contribuì alla realizzazione del film documentario “Sesto Continente”, diretto da Folco Quilici. Questo film fu una delle prime opere cinematografiche a colori sul mondo sottomarino e contribuì a sensibilizzare il pubblico sulla bellezza e la fragilità dell’ambiente marino.
La Scoperta della Città Sommersa di Baia
Nel 1956, mentre sorvolava la costa vicino a Pozzuoli con il suo aereo P-51 Mustang, Bucher notò delle strutture sommerse. Incuriosito, organizzò immediatamente delle immersioni esplorative e scoprì i resti dell’antica città romana di Baia, un centro termale di lusso sommerso a causa del fenomeno del bradisismo.
Questa scoperta ebbe un impatto significativo sugli studi archeologici subacquei, portando alla creazione di nuove tecniche per l’esplorazione e il recupero di reperti sommersi. Baia è oggi uno dei siti archeologici subacquei più importanti del mondo e deve gran parte della sua riscoperta all’intuizione di Bucher.
Innovazioni e Contributi alla Subacquea
Oltre alle sue imprese, Bucher fu un innovatore nel campo della subacquea. Progettò le celebri “Pinne Bucher”, ispirate ai principi della bionica per garantire una maggiore efficienza nei movimenti in acqua. Lavorò anche alla progettazione di nuovi erogatori bistadio, migliorando le prestazioni e la sicurezza delle immersioni con autorespiratore.
Bucher fu tra i primi a sviluppare tecniche avanzate di compensazione della pressione, utilizzando metodi che sarebbero poi diventati fondamentali per le immersioni moderne. Il suo approccio ingegneristico e scientifico alla subacquea lo rese un punto di riferimento per molti professionisti del settore.
L’Ultima Fase della Sua Vita
Anche in età avanzata, Raimondo Bucher non perse mai la passione per il mare. Continuò a immergersi fino a tarda età, spesso in compagnia della sua seconda moglie, Luciana Civico, anch’essa campionessa di immersione con autorespiratore.
Bucher visse sempre con lo stesso spirito d’avventura che lo aveva caratterizzato fin da giovane. La sua eredità non si limitò alle sue imprese personali, ma si rifletté nel contributo che diede alla comunità scientifica e sportiva. Grazie a lui, l’apnea e la subacquea divennero discipline più conosciute, rispettate e praticate.
Raimondo Bucher si spense il 10 agosto 2008, lasciando un segno indelebile nella storia dell’esplorazione sottomarina. La sua vita fu una testimonianza di coraggio, innovazione e amore per il mare, valori che continuano a ispirare nuove generazioni di subacquei ed esploratori.
Fonti:
Luciana Civico Bucher, Fabio Vitale – Raimondo Bucher: la vita di un pioniere degli abissi nella cronaca del suo tempo. Editrice La Mandragora, 2011. ISBN 9788875861322
Raimondo Bucher – La mia vita tra terra, cielo e mare. IRECO, 1999. ISBN 9788886253093